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La Val di Zoldo

Immersa, raccolta e protetta nel verde ai piedi di due montagne maestose: Pelmo e Civetta. La vallata si trova nel cuore delle Dolomiti Bellunesi ed è un luogo ricco di natura e tradizione.

Forno di Zoldo e Zoldo Alto

La Val di Zoldo nasce nel febbraio del 2016 in seguito alla fusione dei comuni di Forno di Zoldo e Zoldo Alto. Il territorio ricopre la regione storico-geografica di Zoldo che appartiene all’unione montana Cadore Longaronese Zoldo ed è solcato dal corso del torrente Maè, affluente del Piave.

La comunità di Zoldo è attestata la prima volta 1224, anno in cui il territorio riceve il diritto di appartenenza al Consiglio dei Nobili di Belluno. Nel secolo XV la vallata divenne prospera grazie all’attività siderurgica che forniva materiali per l’Arsenale di Venezia. Tra il XVI e il XVIII secolo sorsero diversi palazzi che ancor oggi testimoniano il florido passato.

DOLOMITI DI ZOLDO 365 giorni di attività all’aria aperta

 

D’inverno ZOLDO è la meta ideale per gli appassionati dello sci grazie al Comprensorio sciistico del Civetta90 Km di piste perfettamente innevate e collegate da moderni impianti di risalita offre suggestivi e mutevoli paesaggi.

Qui si scia anche di notte, su 2 piste ben illuminate che scendono fino nell’abitato di Pecol.

Per gli appassionati dello sci di fondo in località Palafavera c’è un anello di fondo di 7,5 Km che si snoda in mezzo al bosco, ai piedi del Civetta e del Pelmo. A Campo di Zoldo c’è un anello di Km 1,1 illuminato mentre a Pralongo la pista è di circa Km 3,5.

Trekking Giro del Monte Pelmo

MILLE ATTIVITA’ PER TUTTI I GUSTI

  • sci nordico, discesa e snowboard, con l’unica pista di tutte le Dolomiti aperta regolarmente anche in notturna, da novembre ad aprile
  • escursioni ad alta quota sul Pelmo, sul Civetta o sul gruppo della Moiazza
  • passeggiate nei boschi
  • escursioni nei rifugi alpini
  • arrampicate sulle pareti
  • escursioni in mountain bike

 

Comprensorio SKICIVETTA

ORIGINE DEL NOME ZOLDO

Il toponimo Zoldo è attestato per la prima volta nel 1031come çaudes, modificandosi più tardi in Zaudes (1161), Zaudum (1170) e Zaoldum (1183). La forma latina si è poi fissata in Zaudo, mentre i documenti in volgare riportano Zolt, variante dialettale che è stata però da tempo soppiantata, per influsso veneziano-veneto, da Zoldo.
Un’ipotesi di Dante Olivieri lo mette in relazione all’antico veneziano zaldo “giallo”, tuttavia si noti che Zoldo viene pronunciato con la z sorda (mentre zaldo vuole la z sonora). Giovanni Frau, più verosimilmente, lo avvicina a un nome di persona germanico (Theuda o Theudo, da cui *Taudo, oppure Teobaldo, da cui *Tialdo e *Tiaudo).

[Da wikipedia]